Al giorno d’oggi, a quanto pare, abbiamo tutti una data di scadenza.
Che sia in amore, in affari, in salute, nulla è per sempre, e questo lo si sapeva. Il problema è che l’etichetta giorno/mese/anno ce l’hai sempre in un posto che non riesci a vedere, diciamo così per non essere scurrili, e messa lì da decisamente fastidio.E che ovviamente non vai a pensarci, te ne dimentichi, fino a quando non ti accorgi che cazzo, stai andando a male. Mi chiedo dove siano finite le certezze, sempre più spesso mi viene il dubbio se siano mai esistite o quantomeno se ci sia una formula per crearle e quindi prolungare la conservazione. Perché è fottutamente triste venire buttati via quando non servi più.
In linea generale credo manchino un po’ ovunque, e in chiunque, due ingredienti fondamentali: fiducia e speranza. E tutti sapete quanto sia difficile trovarne ad oggi. Ma senza questo, dico io, con cosa lo fai l’impasto per il futuro? La mia generazione e quelle a me limitrofe, vivono a cavallo di un punto interrogativo che rischia di cappottarsi da un momento all’altro, non importa quanto tu sia bravo, non importa quanti sforzi tu faccia, non importa da dove tu venga e quanto amore tu ci metta. Non importa se domani, forse, tutto potrebbe essere migliore. Importa che oggi il rapporto prodotto/costo sia positivo, e di molto; del resto chissenefrega.
Sei un’ottimo compagno/a ma non hai stabilità economica? Avanti il prossimo. Sei un gran lavoratore d’esperienza ma costi troppo all’azienda? Avanti il prossimo. Sei un genio talentuoso ma la nicchia è ancora ristretta? Avanti il prossimo. Sei uno flessibile, che si piega quanto basta, senza idee che esegue gli ordini e non gliene frega niente del futuro? ok puoi restare per ora, tanto del poi non te ne frega niente.
Siamo prodotti da consumo, per dio, e lo siamo tutti, dal primo all’ultimo.
Ora, tralasciando l’invettiva contro ignoti, io cerco di concentrarmi ostinatamente su una cosa: esiste, per la miseria, qualcuno che guardi oltre alle dita dei suoi piedi? Esistono ancora quelli che sognano e si impegnano? Quelli che stanno a cavalcioni su quel punto interrogativo cercando di saltare per aggrapparsi alla luna? Esistete?Se sì, rispondetemi, non fatemi sentire solo.
E soprattutto, un consiglio, toglietevi quell’etichetta dal culo.

che finché lo affitti, ti va ancora bene.
esistiamo, sì…nella schiera degli illusi, degli ingenui, di quelli che non sono capaci di tirar su muri di cinismo e diffidenza pensando “laprossimavoltacolcazzochemifacciofregare”. non è che stiamo a novanta così, a prescindere o per un innato (sado)masochismo. semplicemente crediamo in quel che facciamo, sempre e comunque, e ci piace credere in chi ci circonda, sempre e comunque.
le inculate arrivano a tutti, prima o poi, ma forse noi le sentiamo di più, perché non stiamo lì con le mani sulle chiappe pronti ad attutire il colpo. poi la volta dopo ci caschiamo di nuovo ma vedi…fuor di metafora questo modo di essere io non lo cambierei con nient’altro…perché la Luna riusciamo talvolta a sfiorarla, mentre qualcuno è così impegnato a strisciare da non aver neanche mai visto il Cielo. Vuoi mettere?
Bizettes, Enduzzobbello…so che nonostante tutto il Mondo lo sai guardare dall’alto.
J.