Spero di non smettere mai.
Spero di non smettere mai di fermarmi, di tanto in tanto, e scrivere, scattare, disegnare o anche solo concentrarmi, per fissare un ricordo. Le palpebre si chiudono ritmicamente e scandiscono come gocce le nostre strade, tra i pianti, i sorrisi, le smorfie e le facce normali che ci stanno in mezzo; sfioriamo le dita di mille persone, chiudiamo i pugni per la rabbia, apriamo i palmi al cielo, ticchettiamo nervosi, stringiamo ciò che ci è caro. I momenti, quei flash immensamente piccoli che esplodono nei nostri giorni, attraversano tutto il corpo e si addormentano nel cervello, e rimangono lì. Tocca svegliarli di tanto in tanto, per ripercorrere quel brivido, per sorridere o piangere ancora.
Siamo la somma di microscopici frammenti che càpitano, che vogliamo far capitare, perché ne abbiamo bisogno. Senza sarebbe il vuoto. E bisogna andare per tentativi.
In fondo, pensateci gente, facciamo scelte tutti i giorni; e tutto il resto è una conseguenza, semplice o complessa, di tali decisioni. Succede che ci si sorprenda, che si resti delusi, succede che ci si senta al settimo cielo o semplicemente talvolta è tutto così naturalmente ovvio che ci sembra che non succeda niente. Ma ce le cerchiamo tutte, dalla prima all’ultima, le nostre esperienze. Scegliamo di viverle.
E dopo, ciò che resta, si assopisce nella mente. E anche questa è una scelta, in fondo.
Non c’è un punto, in tutto questo discorso. C’è solo un promemoria: spero di non smettere mai di fermarmi, per fissare un ricordo, e di risvegliarlo di tanto. Chiudete gli occhi e provateci, provateci ora. Scommetto che state sorridendo.