Va tutto bene.

18 09 2011

Il medioevo non è poi così lontano. Quel tempo fatto di principati e caste strette, di classi sociali distanti e rigide, di terre e signori, di popolo e stenti. La differenza sostanziale però, è la propaganda e la comunicazione oppressiva.

Guardo i telegiornali, ascolto le trasmissioni, gli approfondimenti e i reportage tra la vita di tutti i giorni ed i giochi di palazzo, ascolto, cerco collegamenti, e più informazioni accumulo e meno capisco. Perché nel mucchio, così vasto e ingarbugliato, è più facile nascondere le cose. La politica in Italia è morta.

“La prima definizione di “politica” (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; secondo il filosofo, “politica” significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.”

Ditemi quanti di voi considerano reale ed applicato tale principio alla situazione attuale. Scandali, tangenti, corruzione, accordi, inciuci, parenti, appalti, mignotte, passaggi, indagini, intercettazioni, auto blu, società, europa, stampa, menzogne, dichiarazioni e smentite, secessione, recessione, tasse, evasioni, processi, sentenze, elezioni. Si sente di tutto, di ogni, ogni giorno. E mentre la gente si arrangia per vivere tra una stanca protesta e l’altra, il governo è sordo, l’opposizione latita e si confonde, e l’alternativa pare essersene andata lontano perché incapace di proporsi realmente al paese. Italiani disillusi, dal primo risveglio fino al TG delle 20.

Il nostro paese non ci appartiene. L’Italia non è più degli Italiani. Metà della mia generazione non si preoccupa perché cresciuta rincoglionita dalla televisione, l’altra metà osserva impotente, spaventata ed esausta, con l’amara consapevolezza che il futuro è nelle mani di una lobby che finge di prodigarsi per il bene di tutti, ma i conti in banca testimoniano tutto il contrario.

La violenza non è mai una risposta, e questo la mia generazione lo sa. Forse unico motivo per cui ad oggi, il parlamento è ancora in piedi. Ma la pazienza è suddita della sopravvivenza e quando questa viene messa a repentaglio, è molto difficile contenersi. Siamo figli della speranza e della democrazia, ma quando si fa della democrazia una puttana utile solo ai propri scopi, la speranza muore e la tensione aumenta. Abbiamo pochi strumenti, megafoni con le pile scariche e striscioni scoloriti. Non ho risposte, mentre le domande aumentano. Vorrei solo, poter vivere in un paese sereno.


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