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		<title>Che ci state tutti dentro.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 23:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>endo03</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finestra - certe cose vanno dette al quartiere-]]></category>

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		<description><![CDATA[Se leggi magari è perché in questo post si parla anche di te, in modo indiretto o meno, o magari ti ci ritrovi perché mi conosci e alla fine quello che leggi potresti averlo scritto tu. innanzitutto premi play, che la colonna sonora è importante. poi leggi. Christmas time e il bilancio è praticamente scontato, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=460&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se leggi magari è perché in questo post si parla anche di te, in modo indiretto o meno, o magari ti ci ritrovi perché mi conosci e alla fine quello che leggi potresti averlo scritto tu.</p>
<p>innanzitutto premi play, che la colonna sonora è importante. poi leggi.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://micromonolocale.wordpress.com/2011/12/25/che-ci-state-tutti-dentro/"><img src="http://img.youtube.com/vi/6vP24wNuRXs/2.jpg" alt="" /></a></span><br />
Christmas time e il bilancio è praticamente scontato, come dice il buon Did.</p>
<p>Faccio parte di una generazione nata con le gambe forti perchè siamo cresciuti in cortile, di quelli che le cose te le sei tutto sommato guadagnate ma che in fondo intorno non era così male, che se ti sbucciavi le ginocchia una sberla a casa non te la toglieva nessuno ma alla fine poi ti disinfettavano e ti coccolavano lo stesso. Ed è la stessa generazione che ad oggi si ritrova con le mani un po&#8217; vuote, che stringe sabbia e non capisce bene come sia successo, perché comunque noi ci si è sbattuti, proprio come ci hanno insegnato, ma il risultato è un po&#8217; diverso da quello che ci si aspettava. Quella generazione con i genitori con gli sguardi un po&#8217; tristi e in ansia per la pensione, che noi non ci preoccupiamo per la nostra che tanto non la vediamo. La stessa generazione cresciuta con il benessere degli &#8217;80, le idee del &#8217;68, i fallimenti dei &#8217;90 e le rivoluzioni sotterranee dei 2000. Beh il contesto credo si sia capito.</p>
<p>Insomma diciamo che personalmente quest&#8217;anno è stato un po&#8217; una merda, anche se credo di poter estendere questa percezione ad un livello più generale. Tanti cambiamenti, di quelli che ti sconvolgono gli equilibri, perché quando ti spingono che non te lo aspetti ti sbilanci e cadi. Di quei cambiamenti che ti cambiano completamente le prospettive e ti riempiono la testa di paure e ti svuotano le mani di certezze. Come un sonetto di violino con alti e bassi vertiginosi, dalla pace ed il relax alle cupe note con l&#8217;amaro nelle corde.</p>
<p>E arrivato alla fine di questo periodo ci sta di mettere un po&#8217; d&#8217;ordine, di tentare di riorganizzarsi e prepararsi come si deve per l&#8217;anno che sta per iniziare. E quindi si comincia ricordando e ringraziando; il grazie più grande è per coloro che hanno creduto e sostenuto un sogno che è diventato realtà: Barbara prima di tutti, sempre vicina nel modo migliore che ci si possa aspettare, sempre all&#8217;altezza, sempre al mio fianco, con la discrezione e la forza calibrati in modo tanto preciso da sostenere ogni tremore. Il mio amore è infinito e non so se riuscirò mai a combinare ed inventare le parole per descriverlo abbastanza. La mia famiglia, tutta, allargata, la dimostrazione per entrambi che i tanti sforzi non sono stati così vani. E ovviamente Fabrizio, il mio socio, perché crede in me, perché crede come me, perché noi due, cazzo se funzioniamo insieme. E certamente anche la sua di famiglia, ad ogni livello, di supporto quanto la mia. Un pensiero a David e Otto per i tanti progetti che hanno deciso di condividere, a Ste, Fiuz, Milo e Cuz, sempre dietro a prendere per il culo per tirare su il morale e ad incoraggiare.</p>
<p>Un pensiero a chi ha avuto periodi difficili, a chi ha lottato fregandosene del dolore e delle ferite, a chi va avanti e vaffanculo a quello che è stato. A chi è rimasto solo e a chi ha trovato compagnia, a chi è partito ma ci si sente lo stesso, a chi è tornato e non sa quanto resta, a chi sta qua e non ci si sente abbastanza ma nulla è cambiato, la solidità dei rapporti vince sulla frenesia del nostro tempo. A chi si sta ancora cercando, a chi finalmente si è trovato e si è fatto il culo per costruire il suo progetto. Un pensiero a chi non sa, a chi si trova in bilico ed è una situazione di merda, il tempo aiuta ma occhio che le scelte le devi prendere da solo.</p>
<p>Un pensiero anche a chi non si è comportato bene, credo che tutto torni in ogni senso, e se ti sei meritato un po&#8217; di scazzi fai sempre in tempo a risolverli e ricominciare a seminare come si deve, gli errori servono ad imparare. A chi invece ha fatto lo stronzo e non gli interessa, un pensiero lo stesso, ma con un vaffanculo in allegato.</p>
<p>E qui ognuno si fa le sue valutazioni e vede dove piazzarsi.</p>
<p>Non so come andrà, non so quante lacrime e quanti sorrisi passeranno sulla mia faccia, ma sono sicuro che ci saranno entrambi e alla fine va bene così. Quello che so è che continuerò ad impegnarmi, perché la cosa mi riesce bene e mi da un sacco di soddisfazione. Ed in fondo è il minimo che possa fare per ogni singola persona citata in modo più o meno diretto in queste righe, siamo tutti uniti, che lo vogliate o meno.</p>
<p>Tutte le mie speranze che possa girare bene per tutti gente. Tutto il mio cuore, le mie parole ed i miei intenti.</p>
<p>Merry fuckin&#8217; Xmas.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/micromonolocale.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/micromonolocale.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/micromonolocale.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/micromonolocale.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/micromonolocale.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/micromonolocale.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/micromonolocale.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/micromonolocale.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/micromonolocale.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/micromonolocale.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/micromonolocale.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/micromonolocale.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/micromonolocale.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/micromonolocale.wordpress.com/460/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=460&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>il silenzio del contante. post numero cento.</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 21:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>endo03</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sgabuzzino]]></category>

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		<description><![CDATA[ovvero se c&#8217;hai i soldi è più facile che gli altri stiano muti. ovvero se c&#8217;hai i soldi hai la voce di un tono più alto. ovvero se c&#8217;hai i soldi puoi comprarti anche quello. è un gran parlare di affari, prospettive, risoluzioni e piani. è un chiacchiericcio di fondo tra le poltrone di chi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=450&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ovvero se c&#8217;hai i soldi è più facile che gli altri stiano muti. ovvero se c&#8217;hai i soldi hai la voce di un tono più alto. ovvero se c&#8217;hai i soldi puoi comprarti anche quello.</p>
<p>è un gran parlare di affari, prospettive, risoluzioni e piani. è un chiacchiericcio di fondo tra le poltrone di chi può permetterselo, mentre tutti gli altri intorno osservano un religioso silenzio, sai mai che disturbi, sai mai che magari riesci a sentire qualcosa. e quando il verbo trapela, guai ad alzare la voce.</p>
<p>in generale, guai ad alzare la voce. pare che ad oggi dire la propria non sia apprezzato, anche quando la voce in capitolo ce l&#8217;hai eccome. anche quando si sparla e congiura riguardo al tuo futuro, anche quando le riunioni a cui sei convocato si riempiono di belle parole, anche quando si arriva ad un accordo. anche in quel caso, non stare a dire la tua, non è che siamo qui ad ascoltare, non c&#8217;è tempo, non ci interessa, facciamo noi.</p>
<p>l&#8217;intreccio di bisbigli nei corridoi del palazzo lascia una scia che tendi a seguire ma che spesso ti porta solo al punto di partenza. belle le parole, belle. le hai sentite anche tu no? cioè noi ci si impegna tutti quanti, ma ragazzi, qui c&#8217;è da fare dei sacrifici, non è che possiamo fare tutto noi. Noi pensiamo al come, voi fate il resto. Noi tagliamo, aggiustiamo, spostiamo, ci consultiamo e decidiamo il da farsi. E non è che si può essere in disaccordo, se la cosa non ti convince, amen, siamo noi ad avere i soldi, se sta bene così ok, altrimenti sai come finisce.</p>
<p>e se alzi la voce e ancora fanno finta di niente, e se fai degli striscioni e si girano dall&#8217;altra parte allora decidi di spaccare una vetrina perché ti girano le palle. ma sei un coglione perché magari la vetrina era poi la tua.</p>
<p>e comunque non si fa che spacchi la roba perché non ti diamo retta, ma dove siamo? non si fa che decidi di organizzarti da solo la vita, dimostri di essere incivile, che ti incazzi? ti abbiamo detto che ci pensiamo noi, fidati.</p>
<p>è tutto normale, fai silenzio. tieni la testa bassa, lascia perdere.</p>
<p>Lo ha detto anche Obama, &#8220;Sì, ce la possiamo fare&#8221;. noi ce la possiamo fare. non tu.</p>
<p><img class="alignnone" title="yes" src="http://ferdifusaro.files.wordpress.com/2010/11/obama-yes-we-can.jpg?w=449&#038;h=672" alt="" width="449" height="672" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/micromonolocale.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/micromonolocale.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/micromonolocale.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/micromonolocale.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/micromonolocale.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/micromonolocale.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/micromonolocale.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/micromonolocale.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/micromonolocale.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/micromonolocale.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/micromonolocale.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/micromonolocale.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/micromonolocale.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/micromonolocale.wordpress.com/450/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=450&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Nessun odore.</title>
		<link>http://micromonolocale.wordpress.com/2011/09/28/nessun-odore/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 21:22:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>endo03</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sgabuzzino]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensavo all&#8217;agonia dell&#8217;attesa. l&#8217;attesa di qualsiasi cosa: di un ritorno, di una notizia, di una vittoria o di una tragedia. e a quell&#8217;emozione che sempre più consciamente, partendo dai confini dello stomaco, in modo capillare striscia lungo le pareti, e che si agglomera poi in quel bolo che percepiamo distintamente, come fosse reale. pensavo a quanto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=444&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensavo all&#8217;agonia dell&#8217;attesa. l&#8217;attesa di qualsiasi cosa: di un ritorno, di una notizia, di una vittoria o di una tragedia. e a quell&#8217;emozione che sempre più consciamente, partendo dai confini dello stomaco, in modo capillare striscia lungo le pareti, e che si agglomera poi in quel bolo che percepiamo distintamente, come fosse reale. pensavo a quanto straziante sia, e che il suo persistere non è gestibile, perché strettamente dipendente da qualcosa che noi, non possiamo controllare: l&#8217;unica soluzione resta sempre la fine dell&#8217;attesa.</p>
<p>ciò che si può fare è ingannare la mente tentando di distrarla; infilandoci dentro quanto più caos possibile, assordandola. ma ovviamente è un palliativo.</p>
<p>ciò che si può fare è affrontarla; caderci dentro sino alle profondità più remote per tentare di risolverla, ma l&#8217;unica soluzione resta sempre la fine dell&#8217;attesa.</p>
<p>ciò che si può fare è accettarla; continuare a vivere senza nasconderla, e sapersi distrarre quanto basta per non andarci a male.</p>
<p>L&#8217;attesa fa sì che la realtà intorno, non abbia alcun odore.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/micromonolocale.wordpress.com/444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/micromonolocale.wordpress.com/444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/micromonolocale.wordpress.com/444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/micromonolocale.wordpress.com/444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/micromonolocale.wordpress.com/444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/micromonolocale.wordpress.com/444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/micromonolocale.wordpress.com/444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/micromonolocale.wordpress.com/444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/micromonolocale.wordpress.com/444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/micromonolocale.wordpress.com/444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/micromonolocale.wordpress.com/444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/micromonolocale.wordpress.com/444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/micromonolocale.wordpress.com/444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/micromonolocale.wordpress.com/444/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=444&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Va tutto bene.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 22:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>endo03</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il medioevo non è poi così lontano. Quel tempo fatto di principati e caste strette, di classi sociali distanti e rigide, di terre e signori, di popolo e stenti. La differenza sostanziale però, è la propaganda e la comunicazione oppressiva. Guardo i telegiornali, ascolto le trasmissioni, gli approfondimenti e i reportage tra la vita di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=442&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il medioevo non è poi così lontano. Quel tempo fatto di principati e caste strette, di classi sociali distanti e rigide, di terre e signori, di popolo e stenti. La differenza sostanziale però, è la propaganda e la comunicazione oppressiva.</p>
<p>Guardo i telegiornali, ascolto le trasmissioni, gli approfondimenti e i reportage tra la vita di tutti i giorni ed i giochi di palazzo, ascolto, cerco collegamenti, e più informazioni accumulo e meno capisco. Perché nel mucchio, così vasto e ingarbugliato, è più facile nascondere le cose. La politica in Italia è morta.</p>
<blockquote><p>&#8220;La prima definizione di &#8220;politica&#8221; (dal greco πολιτικος, <em>politikós</em>) risale ad <a title="Aristotele" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aristotele">Aristotele</a> ed è legata al termine &#8220;polis&#8221;, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; secondo il filosofo, &#8220;politica&#8221; significava l&#8217;amministrazione della &#8220;polis&#8221; per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.&#8221;</p></blockquote>
<p>Ditemi quanti di voi considerano reale ed applicato tale principio alla situazione attuale. Scandali, tangenti, corruzione, accordi, inciuci, parenti, appalti, mignotte, passaggi, indagini, intercettazioni, auto blu, società, europa, stampa, menzogne, dichiarazioni e smentite, secessione, recessione, tasse, evasioni, processi, sentenze, elezioni. Si sente di tutto, di ogni, ogni giorno. E mentre la gente si arrangia per vivere tra una stanca protesta e l&#8217;altra, il governo è sordo, l&#8217;opposizione latita e si confonde, e l&#8217;alternativa pare essersene andata lontano perché incapace di proporsi realmente al paese. Italiani disillusi, dal primo risveglio fino al TG delle 20.</p>
<p>Il nostro paese non ci appartiene. L&#8217;Italia non è più degli Italiani. Metà della mia generazione non si preoccupa perché cresciuta rincoglionita dalla televisione, l&#8217;altra metà osserva impotente, spaventata ed esausta, con l&#8217;amara consapevolezza che il futuro è nelle mani di una lobby che finge di prodigarsi per il bene di tutti, ma i conti in banca testimoniano tutto il contrario.</p>
<p>La violenza non è mai una risposta, e questo la mia generazione lo sa. Forse unico motivo per cui ad oggi, il parlamento è ancora in piedi. Ma la pazienza è suddita della sopravvivenza e quando questa viene messa a repentaglio, è molto difficile contenersi. Siamo figli della speranza e della democrazia, ma quando si fa della democrazia una puttana utile solo ai propri scopi, la speranza muore e la tensione aumenta. Abbiamo pochi strumenti, megafoni con le pile scariche e striscioni scoloriti. Non ho risposte, mentre le domande aumentano. Vorrei solo, poter vivere in un paese sereno.</p>
<p><img class="alignnone" title="silvYo" src="http://www.endo03.com/wp-content/uploads/2010/12/SilvYo.jpg" alt="" width="720" height="315" /></p>
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		<title>Fly me to the moon.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 22:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>endo03</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo, è il più classico dei racconti. Era da un po&#8217; che ci pensava. Non tanto per il senso d&#8217;avventura e nemmeno per la curiosità fine a se stessa; ciò che voleva scoprire, era la sensazione di essere lì, dato che ogni volta che la guardava, così tonda e luminosa, nel suo petto si spandeva [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=438&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo, è il più classico dei racconti.</p>
<p>Era da un po&#8217; che ci pensava. Non tanto per il senso d&#8217;avventura e nemmeno per la curiosità fine a se stessa; ciò che voleva scoprire, era la sensazione di essere lì, dato che ogni volta che la guardava, così tonda e luminosa, nel suo petto si spandeva quel tepore sconosciuto, come se avesse un uovo crudo tra i polmoni a cui si fosse rotto il guscio. Le ipotesi riguardo al come raggiungerla erano state molteplici, ma nessuna che lo avesse convinto a pieno: dalla cesta con i palloncini gonfiati ad elio progettata ad 8 anni passando per la navicella spaziale dei 14. Ma sia le risorse che la costruzione risultavano in tutti i casi molto poco affrontabili/affidabili.</p>
<p>Si sedeva lì, una volta al mese, sul muretto sotto casa che si affacciava al prato nero e sterminato, annusando quel sapore di campo nell&#8217;aria, e mentre le cicale annoiate spettegolavano tra loro, lui fissava per ore ed ore quel buco bianco nel cielo. In TV, ovviamente non si perdeva neanche uno dei reportage che descrivevano di settimana in settimana la costruzione delle fondamenta che avrebbero ospitato le futuristiche colonie lunari, anche se quelle immagini non restituivano per niente la vera essenza di quel luogo che lui sentiva battergli nel cuore incessantemente.</p>
<p>La base distava circa 250 km. Con l&#8217;autobus che portava alla capitale ci sarebbe arrivato molto vicino. I 18 anni si avvicinavano e lui sapeva che una volta arrivati, quel sogno si sarebbe dissolto tra i ritmi dell&#8217;età adulta. Non aveva ancora un piano ben delineato ma la sua spiccata propensione ad improvvisare compensava il difetto. In fondo, stava programmando di imbucarsi per andare sulla Luna, nessuno avrebbe detto che sarebbe stato facile; lui puntava sul fatto che magari nessuno avrebbe pensato di poter avere ospiti inattesi. Insomma, una falla della sicurezza dovuta all&#8217;improbabilità dell&#8217;impresa.</p>
<p>Lì dentro non si stava scomodi come pensava. Si era immaginato un buco angusto con poca aria, di metallo freddo e tempestato di tubi e valvole; invece lo spazio era abbastanza confortevole ed imbottito, pressurizzato e mantenuto a temperatura stabile, come aveva potuto notare dall&#8217;escursione termica trai 30° estivi dell&#8217;esterno e la piacevole frescura del suo giaciglio. Certo, la piccola ferita al petto che si era procurato scavalcando lo spinato dava un po&#8217; di fastidio ma vista la portata dell&#8217;avventura era il minimo che si sarebbe aspettato, e in fondo era altamente sopportabile. Quando tutto cominciò a vibrare le sue palpebre si chiusero, così come i suoi pugni, fino a diventare bianchi. Il battito cardiaco accelerò e la fronte si imperlò di sudore freddo, mentre la paura attanagliava ogni suo arto, impedendogli di muoversi e a malapena di respirare. Poi cu fu il boato. poi la spinta, fortissima e violenta. poi il rumore assordante, continuo, e le vibrazioni, tremende. fu infinito, uno spazio dilatato tra gli estremi del tempo. poi più nulla, di colpo. non capì se si fosse addormentato o fosse svenuto, o quale luogo si affacciasse sull&#8217;esterno. era solo silenzio, e vuoto nella carne.</p>
<p>Tutto sembrava allacciato come si deve. Non che ci fossero delle istruzioni ma infilarsi quella roba era stato piuttosto intuitivo, pensò che tutti quei mesi di addestramento agli astronauti forse erano esagerati. O forse si stava illudendo, ma tant&#8217;è, ormai era lì. calzò il casco, e si rese conto che la visiera era scurissima. si sentiva goffo e stupido, ma l&#8217;eccitazione che gli scorreva nelle vene lo spingeva a continuare, combattendo il terrore che gli bisbigliava nelle orecchie. Aprì la botola, con uno sforzo immane. Riprese fiato. Lo riprese ancora. Poi, quando la sua testa fu fuori, non potè più riprenderlo. Perchè quell&#8217;immagine glielo aveva rubato tutto in un sol istante.</p>
<p>Si sedeva lì, una volta al giorno, sul muretto dietro la base che si affacciava alla pianura bianca e sterminata, annusando il freddo dell&#8217;ossigeno che arrivava dai bocchettoni del casco, e mentre le macchine nervose e iperattive litigavano tra loro, lui fissava per ore ed ore quel buco azzuro nel cielo. In TV, ovviamente non avevano mai mostrato quella prospettiva, anche se quelle immagini non restituivano per niente la vera essenza di quel luogo che lui sentiva battergli nel cuore malinconicamente.</p>
<p>Era arrivato dove voleva, ma quella sensazione era ricomparsa mentre guardava la sua casa, da lassù. e aveva capito che ciò che contava non era tanto il posto, ma il sogno che si creava in lui osservando qualcosa di grande, luminoso e distante. E aveva imparato che cambiare il punto di vista porta a capire cose nuove, cose di cui prima non si sarebbe accorto. La terra, vista da lassù, era mille volte meglio della luna. Ma imparò inoltre che un uomo può anche arrivare così lontano, ma più in là ci si spinge e più la solitudine si avvolge alle spalle. Capì allora che lui non apparteneva alla Luna, ma che la Luna gli apparteneva, ovunque lui fosse.</p>
<p>Ora, doveva tornare a casa.</p>
<p>Si imbucò come già aveva fatto. Si raggomitolò comodo, cullato dal silenzio e dal tepore della tuta spaziale. Si sentiva, stanco, tremendamente stanco. Il tempo trascorse pigro e flaccido. Sentì l&#8217;impatto con l&#8217;atmosfera, fortissimo e accecante. Poi socchiuse le palpebre e si lasciò morire in quel calore. Il sangue aveva ormai dipinto buona parte della tuta, affacciandosi a poco a poco da quella piccola ferita sul petto. Capì che anche se un uomo arriva sulla Luna, resta sempre un uomo. Ma era stato importante tornare a casa.</p>
<p><img class="alignnone" title="home" src="http://www.tune-earth.com/images/eartharc.jpg" alt="" width="408" height="306" /></p>
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		<title>Stop, remember, smile. and go on.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 21:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>endo03</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina - ricette per il quieto vivere.]]></category>

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		<description><![CDATA[Spero di non smettere mai. Spero di non smettere mai di fermarmi, di tanto in tanto, e scrivere, scattare, disegnare o anche solo concentrarmi, per fissare un ricordo. Le palpebre si chiudono ritmicamente e scandiscono come gocce le nostre strade, tra i pianti, i sorrisi, le smorfie e le facce normali che ci stanno in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=435&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spero di non smettere mai.</p>
<p>Spero di non smettere mai di fermarmi, di tanto in tanto, e scrivere, scattare, disegnare o anche solo concentrarmi, per fissare un ricordo. Le palpebre si chiudono ritmicamente e scandiscono come gocce le nostre strade, tra i pianti, i sorrisi, le smorfie e le facce normali che ci stanno in mezzo; sfioriamo le dita di mille persone, chiudiamo i pugni per la rabbia, apriamo i palmi al cielo, ticchettiamo nervosi, stringiamo ciò che ci è caro. I momenti, quei flash immensamente piccoli che esplodono nei nostri giorni, attraversano tutto il corpo e si addormentano nel cervello, e rimangono lì. Tocca svegliarli di tanto in tanto, per ripercorrere quel brivido, per sorridere o piangere ancora.</p>
<p>Siamo la somma di microscopici frammenti che càpitano, che vogliamo far capitare, perché ne abbiamo bisogno. Senza sarebbe il vuoto. E bisogna andare per tentativi.</p>
<p>In fondo, pensateci gente, facciamo scelte tutti i giorni; e tutto il resto è una conseguenza, semplice o complessa, di tali decisioni. Succede che ci si sorprenda, che si resti delusi, succede che ci si senta al settimo cielo o semplicemente talvolta è tutto così naturalmente ovvio che ci sembra che non succeda niente. Ma ce le cerchiamo tutte, dalla prima all&#8217;ultima, le nostre esperienze. Scegliamo di viverle.</p>
<p>E dopo, ciò che resta, si assopisce nella mente. E anche questa è una scelta, in fondo.</p>
<p>Non c&#8217;è un punto, in tutto questo discorso. C&#8217;è solo un promemoria: spero di non smettere mai di fermarmi, per fissare un ricordo, e di risvegliarlo di tanto. Chiudete gli occhi e provateci, provateci ora. Scommetto che state sorridendo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/micromonolocale.wordpress.com/435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/micromonolocale.wordpress.com/435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/micromonolocale.wordpress.com/435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/micromonolocale.wordpress.com/435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/micromonolocale.wordpress.com/435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/micromonolocale.wordpress.com/435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/micromonolocale.wordpress.com/435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/micromonolocale.wordpress.com/435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/micromonolocale.wordpress.com/435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/micromonolocale.wordpress.com/435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/micromonolocale.wordpress.com/435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/micromonolocale.wordpress.com/435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/micromonolocale.wordpress.com/435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/micromonolocale.wordpress.com/435/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=435&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>evo/rivo/solu.zione.</title>
		<link>http://micromonolocale.wordpress.com/2011/07/03/evorivosolu-zione/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 22:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>endo03</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina - ricette per il quieto vivere.]]></category>

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		<description><![CDATA[Disco: Radical Face &#8211; Ghost. Sussurrano, intime, calde e fluide, le parole avvolte ai suoni, dalle casse del computer e i pensieri cominciano a sgorgare, percorrendo i ricordi dei giorni e giungendo infine alle dita, che spostandosi e ticchettando compongo il testo. questo testo, ovviamente. Evoluzione: progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=431&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Disco: Radical Face &#8211; Ghost.</p>
<p>Sussurrano, intime, calde e fluide, le parole avvolte ai suoni, dalle casse del computer e i pensieri cominciano a sgorgare, percorrendo i ricordi dei giorni e giungendo infine alle dita, che spostandosi e ticchettando compongo il testo. questo testo, ovviamente.</p>
<blockquote><p><em>Evoluzione: progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti</em></p></blockquote>
<p>Limpido, chiaro. La via naturale del nostro essere, l&#8217;essenza di ogni essere vivente, consapevole o meno, la strada conosciuta e guidata dall&#8217;istinto, causa e fine del nostro mondo. In me personalmente è un concetto fondamentale, un precetto da seguire imprescindibile, una meta alla fine di ogni giorno; evolvere significa assorbire nuove conoscenze e saperle adottare ed adattare per migliorare la mia condizione. Legata a doppio filo con la condivisione: nuove nozioni si imparano regalando prima le proprie, e sommando queste con quelle altrui ne nascono di ulteriori. Parafrasando: se io conosco qualcosa te lo spiego e magari tu ragionerai su questo e inventerai una cosa nuova; e una volta condivisa la tua scoperta forse io, ragionando ulteriormente su di essa, la migliorerò. Questo però prevede chiaramente uno scambio, e non un assorbimento fine a sè stesso.</p>
<blockquote><p><em>Rivoluzione: mutamento improvviso e profondo che comporta la rottura di un modello precedente e il sorgere di un nuovo modello. </em></p></blockquote>
<p>Figlia ed al contempo madre dell&#8217;evoluzione. Su un muro, viaggiando per Cuba troneggiava una scritta: &#8220;Una <em>revolucion</em> solo puede ser <em>hija</em> de la cultura y las <em>ideas&#8221; (Una rivoluzione può essere solo figlia della cultura e delle idee). </em>Semplice in modo disarmante ed in modo altrettanto semplice disarma governi ed unisce i popoli. Il concetto però può essere applicabile anche in ambito personale: essere consapevoli dei propri limiti e, tramite l&#8217;evoluzione, superarli per crearne di nuovi significa rivoluzionare ogni volta il proprio modo di vedere il mondo. Quelli che definiamo &#8220;canoni&#8221; sono in fondo una serie di aspetti metodicamente classificati, in modo inevitabilmente razionale, che creano modelli facili da comprendere ed altrettanto semplicemente replicabili ma che quindi, per loro natura, non prevedono evoluzione alcuna. Rivoluzione significa utilizzare il pensiero laterale, immaginare l&#8217;impossibile, tentare di applicarlo dimenticando le regole, rompendo i canoni, evolvendo i punti di vista, rivoluzionando i concetti.</p>
<blockquote><p><em>Soluzione:  attività del <a title="Pensiero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero">pensiero</a> che un <a title="Organismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Organismo">organismo</a> mette in atto per raggiungere una condizione desiderata a partire da una condizione data.</em></p></blockquote>
<p>Poco da aggiungere: la summa dei due concetti precedentemente analizzati, il loro punto di arrivo. Il bello è che se utilizzate in circolo queste tre formule restituiscono il nettare fondamentale per le nostre vite. Analizzare, procedere, evolversi, rivoluzionare ed arrivare alla soluzione. e poi ricominciare. E&#8217; una delle ricette più preziose che conosca, il cibo di cui nutrirsi, il principio cardine di una mente che non sa stare ferma, nel bene e nel male, e che ha una sete inarrestabile di imparare, imparare, imparare.</p>
<p>Un post impegnato, me ne rendo conto, e non vi chiedo di spendere troppo tempo per cercare di capirlo a fondo, preferirei impiegaste quel tempo per applicarne il succo.</p>
<p><img class="alignnone" title="Révolucion" src="http://www.stopdown.it/wp-content/uploads/2011/06/003Samuel-Giudice.jpg" alt="" width="900" height="600" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/micromonolocale.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/micromonolocale.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/micromonolocale.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/micromonolocale.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/micromonolocale.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/micromonolocale.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/micromonolocale.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/micromonolocale.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/micromonolocale.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/micromonolocale.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/micromonolocale.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/micromonolocale.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/micromonolocale.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/micromonolocale.wordpress.com/431/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=431&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Révolucion</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Da consumarsi preferibilmente entro il.</title>
		<link>http://micromonolocale.wordpress.com/2011/06/28/da-consumarsi-preferibilmente-entro-il/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 19:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>endo03</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finestra - certe cose vanno dette al quartiere-]]></category>

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		<description><![CDATA[Al giorno d&#8217;oggi, a quanto pare, abbiamo tutti una data di scadenza. Che sia in amore, in affari, in salute, nulla è per sempre, e questo lo si sapeva. Il problema è che l&#8217;etichetta giorno/mese/anno ce l&#8217;hai sempre in un posto che non riesci a vedere, diciamo così per non essere scurrili, e messa lì [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=428&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al giorno d&#8217;oggi, a quanto pare, abbiamo tutti una data di scadenza.</p>
<p>Che sia in amore, in affari, in salute, nulla è per sempre, e questo lo si sapeva. Il problema è che l&#8217;etichetta giorno/mese/anno ce l&#8217;hai sempre in un posto che non riesci a vedere, diciamo così per non essere scurrili, e messa lì da decisamente fastidio.E che ovviamente non vai a pensarci, te ne dimentichi, fino a quando non ti accorgi che cazzo, stai andando a male. Mi chiedo dove siano finite le certezze, sempre più spesso mi viene il dubbio se siano mai esistite o quantomeno se ci sia una formula per crearle e quindi prolungare la conservazione. Perché è fottutamente triste venire buttati via quando non servi più.</p>
<p>In linea generale credo manchino un po&#8217; ovunque, e in chiunque, due ingredienti fondamentali: fiducia e speranza. E tutti sapete quanto sia difficile trovarne ad oggi. Ma senza questo, dico io, con cosa lo fai l&#8217;impasto per il futuro? La mia generazione e quelle a me limitrofe, vivono a cavallo di un punto interrogativo che rischia di cappottarsi da un momento all&#8217;altro, non importa quanto tu sia bravo, non importa quanti sforzi tu faccia, non importa da dove tu venga e quanto amore tu ci metta. Non importa se domani, forse, tutto potrebbe essere migliore. Importa che oggi il rapporto prodotto/costo sia positivo, e di molto; del resto chissenefrega.</p>
<p>Sei un&#8217;ottimo compagno/a ma non hai stabilità economica? Avanti il prossimo. Sei un gran lavoratore d&#8217;esperienza ma costi troppo all&#8217;azienda? Avanti il prossimo. Sei un genio talentuoso ma la nicchia è ancora ristretta? Avanti il prossimo. Sei uno flessibile, che si piega quanto basta, senza idee che esegue gli ordini e non gliene frega niente del futuro? ok puoi restare per ora, tanto del poi non te ne frega niente.</p>
<p>Siamo prodotti da consumo, per dio, e lo siamo tutti, dal primo all&#8217;ultimo.</p>
<p>Ora, tralasciando l&#8217;invettiva contro ignoti, io cerco di concentrarmi ostinatamente su una cosa: esiste, per la miseria, qualcuno che guardi oltre alle dita dei suoi piedi? Esistono ancora quelli che sognano e si impegnano? Quelli che stanno a cavalcioni su quel punto interrogativo cercando di saltare per aggrapparsi alla luna? Esistete?Se sì, rispondetemi, non fatemi sentire solo.</p>
<p>E soprattutto, un consiglio, toglietevi quell&#8217;etichetta dal culo.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 260px"><img title="affittasi" src="http://gattomur.files.wordpress.com/2009/09/250px-affittasi_culo_ken1.jpg?w=250&#038;h=316&#038;h=316" alt="" width="250" height="316" /><p class="wp-caption-text">che finché lo affitti, ti va ancora bene.</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/micromonolocale.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/micromonolocale.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/micromonolocale.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/micromonolocale.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/micromonolocale.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/micromonolocale.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/micromonolocale.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/micromonolocale.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/micromonolocale.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/micromonolocale.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/micromonolocale.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/micromonolocale.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/micromonolocale.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/micromonolocale.wordpress.com/428/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=428&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">affittasi</media:title>
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		<title>non è che non scrivo, è che ho la biro impegnata.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 19:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>endo03</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salotto]]></category>

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		<description><![CDATA[ebbene si gente, tranquilli, ci sono ancora. come da titolo, non è che non scrivo, è che ho la biro impegnata. impegnata a trascrivere quanto più possibile di tutte le robe, le persone e le emozioni dell&#8217;ultima avventura tra Grecia, Bulgaria e Romania. ma nel frattempo, tra un capitolo ed un altro, ho realizzato di avere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=424&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ebbene si gente, tranquilli, ci sono ancora.</p>
<p>come da titolo, non è che non scrivo, è che ho la biro impegnata. impegnata a trascrivere quanto più possibile di tutte le robe, le persone e le emozioni dell&#8217;ultima avventura tra Grecia, Bulgaria e Romania.</p>
<p>ma nel frattempo, tra un capitolo ed un altro, ho realizzato di avere lasciato la porta del micro.mono.locale chiusa e la luce del portone spenta. se però guardate la finestra, si vede la luce, sono dentro e scrivo, scelgo foto e affino i ricordi. e nel frattempo altre vicissitudini sono accadute, su cui riflettere prima o poi, ma ora voglio lasciare la testa concentrata sul viaggio. sono un uomo, a fare più cose contemporaneamente finisce che mi confondo.</p>
<p>ergo, dont worry, sto lavorando per voi. <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>e se volete un&#8217;anteprima beccatevi le foto di Oleg, uno dei tanti incontri:</p>
<p><a href="http://www.stopdown.it/archives/578"><img class="alignnone" title="Oleg" src="http://www.stopdown.it/wp-content/uploads/2011/05/IMG_5369.jpg" alt="" width="900" height="600" /></a></p>
<p>a presto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/micromonolocale.wordpress.com/424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/micromonolocale.wordpress.com/424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/micromonolocale.wordpress.com/424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/micromonolocale.wordpress.com/424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/micromonolocale.wordpress.com/424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/micromonolocale.wordpress.com/424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/micromonolocale.wordpress.com/424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/micromonolocale.wordpress.com/424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/micromonolocale.wordpress.com/424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/micromonolocale.wordpress.com/424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/micromonolocale.wordpress.com/424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/micromonolocale.wordpress.com/424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/micromonolocale.wordpress.com/424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/micromonolocale.wordpress.com/424/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=424&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Oleg</media:title>
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		<title>oh mavaffanculo.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 16:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>endo03</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina - ricette per il quieto vivere.]]></category>

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		<description><![CDATA[dai che alla fine un vaffanculo, prima o poi nella vita, è giusto che ce lo prendiamo tutti. non siamo esseri perfetti (e per fortuna) anche se c&#8217;è da dire che in molti casi la perfezione non è nemmeno lontanamente annoverabile tra le caratteristiche peculiari delle persone. ma fondamentalmente credo sia perché ci si sforza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=421&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dai che alla fine un vaffanculo, prima o poi nella vita, è giusto che ce lo prendiamo tutti. non siamo esseri perfetti (e per fortuna) anche se c&#8217;è da dire che in molti casi la perfezione non è nemmeno lontanamente annoverabile tra le caratteristiche peculiari delle persone. ma fondamentalmente credo sia perché ci si sforza di andare bene più a se stessi che agli altri, tipico ragionamento &#8220;io sono così e se ti va bene bon, altrimenti ciao&#8221;. ebbravo. e dire che siamo esseri pluricellulari e dotati in teoria di intelligenza. e dico io, se l&#8217;intelligenza non la usi per migliorarti, ovvero per stare meglio in mezzo agli altri, per che cazzo la usi? per abbinare i calzini alle canotte? per scaccolarti più meticolosamente? per fare il bastardo e farti eleggere in parlamento e prendere un sacco di soldi inculando gli altri? ok, quest&#8217;ultima è plausibile, ma lasciamo perdere.</p>
<p>il grosso nodo risiede nelle responsabilità: ah, queste sconosciute.  già perché se ne riempiono la bocca in tanti ma in pochi, davvero pochi, sanno cosa sono e si comportano tenendo conto della loro importanza. immaginatevele come delle cambiali: vuoi fare lo sborone e comprartici la jaguar? va bene, poi però le devi pagare, altrimenti Ciccio O&#8217;Spaccarotule che te l&#8217;ha venduta viene cacchio cacchio con la sua bella mazza da bbasebbol e lo stecchino in bocca, lo sputa e poi ti fa fare la stessa cosa coi denti. e alla fine, mentre sei in una pozza di sangue denti e gengive, sai cosa ti dice?</p>
<p>oh, mavaaffffangul&#8217; và.</p>
<p>io per sicurezza vado a piedi, ma se dico che arrivo, arrivo.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 550px"><img class=" " title="shit" src="http://www.gruppoemiliano.it/images/Ciccio%20Int%202003.jpg" alt="" width="540" height="812" /><p class="wp-caption-text">uh shiiieeeeet.</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/micromonolocale.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/micromonolocale.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/micromonolocale.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/micromonolocale.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/micromonolocale.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/micromonolocale.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/micromonolocale.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/micromonolocale.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/micromonolocale.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/micromonolocale.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/micromonolocale.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/micromonolocale.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/micromonolocale.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/micromonolocale.wordpress.com/421/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=micromonolocale.wordpress.com&amp;blog=4943581&amp;post=421&amp;subd=micromonolocale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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